Epifania 2012 Stampa
Scritto da R. Binello   
Venerdì 06 Gennaio 2012 15:36

Cerchiamo l’uomo per trovare Dio


Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». (...) Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.


A Natale è Dio che cerca l'uomo. All'Epifania, è l'uomo che cerca Dio. Ed è tutto un germinare di segni: come segno Maria ha un angelo, Giuseppe un sogno, i pastori un Bambino nella mangiatoia, ai Magi basta una stella, a noi bastano i Magi. Perfino Erode ha il segno: dei viaggiatori che giungono dall'Oriente, culla della luce, a cercare un altro re. Perché un segno c'è sempre, per tutti, anche oggi. Spesso si tratta di piccoli segni, sommessi; più spesso ancora si tratta di persone che sono epifanie di bontà, incarnazioni viventi di Vangelo, che hanno occhi e parole come stelle. L'uomo è la stella: «Percorri l'uomo e troverai Dio» (sant'Agostino). Perché Dio non è il Dio dei libri, ma della carne in cui è disceso. Come possiamo diventare anche noi lettori di segni, e non degli scribi sotto un cielo vuoto? 


Il primo passo lo indica Isaia: «Alza il capo e guarda!». La vita è estasi, uscire da sé, guardare in alto; uscire dal piccolo perimetro verso il grande giro delle stelle, uscire dalle mille sbarre dietro cui si rinchiude e si illude il Narciso che è in noi e andare verso l'Altro. Aprire le finestre di casa ai grandi venti!

 

Il secondo passo è quello di mettersi in strada dietro una stella che cammina. Per trovare Cristo occorre andare, indagare, sciogliere le vele, viaggiare con l'intelligenza e con il cuore. Cercare è già un po' trovare, ma trovare Cristo vuol dire cercarlo ancora, sempre, ogni volta sempre più in profondità ed intensità. «Andando di inizio in inizio, per inizi sempre nuovi» (Gregorio di Nissa). “Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato” (s. Agostino). Andando, però, insieme, proprio come i Magi: piccola comunità, solitudine già vinta. Come loro, anche il nostro cammino di ricerca va fatto fissando al tempo stesso gli abissi del cielo (Dio) e gli occhi delle creature (il prossimo). Se non c’è questo si perde l’equilibrio!

 

Il terzo passo è quello di non temere gli errori, gli sbagli. Occorre avere l'infinita pazienza di ricominciare sempre e di interrogare di nuovo la Parola e la stella, non però come hanno fatto gli scribi, ma come i Magi, come fa un bambino. Come guarda un bambino dopo un errore, uno sbaglio? Con uno sguardo semplice e affettuoso. Come a dire: non è una tragedia, non è la fine, si può riprovare!



Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 15:45