Letture e testimonianze del concerto PDF Stampa E-mail
Scritto da R. Binello   
Lunedì 12 Aprile 2010 17:44

SCHEMA CONCERTO LA SCHOLA E KAIRON

San Domenico Sabato 20 marzo ore 21.00

 

 

Canto

Da pacem cordium

Note

Si esegue il canto entrando. Nessuna diapositiva.

Lettura

In questa serata vogliamo provare ad andare “oltre”; imparare a sentire, a vedere, a percepire i sensi e le emozioni oltre il consueto, oltre ciò che è facilmente prevedibile Vogliamo iniziare un viaggio nei colori delle emozioni e degli affetti, che si manifestano nelle relazioni che arricchiscono le nostre esistenze.


 

1.

 

Lettura

Nuovo arrivato e ignaro delle lingue del Levante, Marco Polo non poteva esprimersi altrimenti che estraendo oggetti dalle sue valige: tamburi, pesci salati, collane di denti di facocero, e indicandoli con gesti, salti, grida di meraviglia o d’orrore.

Non sempre le connessioni tra un elemento e l’altro del racconto risultavano evidenti all’imperatore; gli oggetti potevano voler dire cose diverse. Ma ciò che rendeva prezioso all’imperatore Kublai ogni fatto o notizia riferito dal suo informatore era lo spazio che restava loro intorno, un vuoto non riempito di parole. Le descrizioni di città visitate da Marco Polo avevano questa dote: che ci si poteva girare in mezzo col pensiero, perdercisi, fermarsi a prendere il fresco, o scappare via di corsa.

Col passare del tempo, nei racconti di Marco le parole andarono sostituendosi agli oggetti e ai gesti.

Ma si sarebbe detto cha la comunicazione fra loro fosse meno felice d’una volta: certo le parole servivano meglio degli oggetti e dei gesti per elencare le cose più importanti d’ogni provincia e città; tuttavia quando Polo cominciava a dire di come doveva essere la vita in quei luoghi, giorno per giorno, sera dopo sera, le parole gli venivano meno, e a poco a poco tornava a ricorrere a gesti, a smorfie, a occhiate.

Così per ogni città egli faceva seguire un commento muto, alzando le mani di palma, di dorso o di taglio, in mosse diritte o oblique, spasmodiche o lente. Una nuova specie di dialogo si stabilì tra loro: le bianche mani del Gran Kan, cariche di anelli, rispondevano con movimenti composti a quelle agili e nodose del mercante.

(Da “Il milione” di Marco Polo)

Canto

Giorno di concordia

Note

Diapositive con Marco Polo durante la lettura

 

 

 

2.

 

Lettura

Questa volta lasciate che sia felice,

non è successo nulla a nessuno,

non sono da nessuna parte,

succede solo che sono felice

fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,

che posso farci, sono felice.

Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,

sento la pelle come un albero raggrinzito,

e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,

il mare come un anello intorno alla mia vita,

fatta di pane e pietra la terra,

l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,

tu canti e sei canto,

il mondo è oggi la mia anima

canto e sabbia,

il mondo oggi è la tua bocca,

lasciatemi sulla tua bocca

e sulla sabbia essere felice

Oggi lasciate che sia felice,

io e basta, con o senza tutti,

essere felice con l’erba

essere felice con l’aria e la terra

essere felice con te, con la tua bocca,

essere felice.

(Pablo Neruda)

Canto

Quale gioia è star con te

Note


 

3

 

Lettura

Video di Gianpaolo Sandri

Canto

Nessun canto

Note


 

4.

 

Lettura

Nel buio

la luce.

Nel piccolo

l’infinito.

Nella follia

la saggezza.

Strappami

piegami

riducimi

in barca,

lasciami

trasportare

dall’acqua,

incollami

tagliami

in aquilone,

fa che io sia

condotto

dal vento.

Se non posso dirigere

la mia rotta

chiedo almeno

approdi felici

Marco Brovia

Canto

Down By The Riverside

Note

Diapositive con foto di Marco Brovia e con le poesie

 

5

 

Lettura

Ascoltare il silenzio. Sembra strano, ma non è così. Perché il silenzio non è solo assenza di qualcosa –un semplice intervallo tra parole e rumori- ma è esso stesso qualcosa. E’ ricco e fecondo e permette di vivere le nostre emozioni, di conoscere noi stessi.

Non significa cupa inerzia ma è presenza, apertura e disponibilità.

Il vero silenzio è vigile e pronto e permette di raggiungere l’ascolto puro; quell’ascolto che ci accomuna tutti quanti, senza diverse origini o abilità.

Canto

Nel tuo silenzio

Note


 

6.

 

Lettura

Nessuna lettura

Canto

Osanna

Note

Durante il canto scorrono le diapositive.

 

7.

 

Lettura

Testim.

Ed è… come se tu stessi passeggiando in montagna e, camminando, ammirassi il paesaggio maestoso che ti sovrasta.

Stai progettando di scalare le cime: è questo il tuo obiettivo ed, in fondo, anche il tuo compito. La vista da lassù è ancora più bella.

Poi un peso improvviso. Ti rendi conto che è il tuo zaino. Stai perdendo l’equilibrio. Ti divincoli. Cerchi di togliertelo dalle spalle: è troppo pesante. Ti precipita giù. Hai perso la cordata ed anche l’orientamento.

Ti trovi in un luogo che le cartine geografiche descrivono a malapena e per sommi capi. Non ne hai sentito parlare o non hai voluto sentirne parlare, perché in quel luogo, tu, non avevi intenzione di andarci.

Sei disorientato. Ti guardi intorno e, forse, scorgi la parvenza di un sentiero. Dopo momenti di smarrimento, acquisti fiducia. Hai sempre il tuo zaino sulle spalle, non lo puoi abbandonare: ti rendi conto che contiene la tua razione di sopravvivenza. Che dico: è la tua stessa razione di sopravvivenza.

Pesa, non c’è dubbio, ma ormai è un tutt’uno con te.

Risali il pendio e, guardandoti intorno, scopri che ci sono montagne, prati e foreste che non avevi mai visto. Di loro non avevi sentito parlare o, forse, non avevi voluto sentirne parlare.

Risali, intravedi di nuovo la tua cordata ed i tuoi compagni. Li chiami e cerchi di attirare la loro attenzione

Hai una straordinaria voglia di parlare di quelle montagne e quei parti che le cartine geografiche non descrivono a sufficienza.

Sai che anche a loro piacciono.

Hai con te ancora il tuo zaino.

Che si veda o non si veda, fa parte di te.

Ed è…ora.

Gianni Scopelliti

Canto

Ora è tempo di gioia

Note


 

8.

 

Presentaz.

Kairon

Presentazione dell'Associazione Kairon, ispirata da Marco Gaudino, fatta da parte del suo presidente Ferruccio Gaudino

Canto

Buoni frutti per tutti

Note


 

9.

 

Testimon.

Andreana

Chiamatemi per nome.

Non voglio più essere conosciuta per ciò che non ho,

ma per quello che sono: una persona come tante altre.

Chiamatemi per nome.

Anch’io ho un volto, un sorriso, un pianto,

una gioia da condividere.

Anch’io ho pensieri, fantasia, voglia di volare.

Chiamatemi per nome.

Non più portatrice di handicap, disabile, handicappata.

Forse usate chiamare gli altri:

“portatore di occhi castani” oppure “inabile a cantare”?

o ancora “miope e presbite”?

Per favore, abbiate il coraggio della novità.

Abbiate occhi nuovi per scoprire che, prima di tutto io “sono”.

Chiamatemi per nome.

Benedetta Scopelliti

Canto

Cieli nuovi e terra nuova

Note


Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 18:02
 

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