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Scritto da R. Binello   
Lunedì 12 Aprile 2010 17:56

 

Ascoltare con il cuore

“Gli Dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà.” (Talète, 624 a.C.)

La capacità di ascolto è un presupposto primario per una comunicazione efficace, sia perché consente di conoscere meglio l’interlocutore, sia perché ci fa rendere conto di eventuali fraintendimenti o problemi relazionali.

Una definizione sintetica capace di esprimere le componenti essenziali coinvolte nei processi di ascolto dice che “l’ascolto è l’arte di accogliere le informazioni di chi parla senza esprimere giudizi, essendo empatici”.

Infatti l’arte dell’ascolto esige la capacità di accogliere/raccogliere ampiamente tutte le informazioni e i significati presenti in una comunicazione senza filtri e/o pregiudizi di alcun tipo.

Un processo d’ascolto effettivo è mosso dall’esigenza di condividere i significati che chi comunica attribuisce alle cose dette; questa esigenza deriva dal fatto che ognuno di noi è diverso dall’altro per cultura, esperienza, età, modo di sentire, sesso sicchè è impossibile capirsi immediatamente. Pertanto l’ascolto richiede un processo di indagine (l’arte del porre domande) per comprendere e un processo di rispecchiamento per mettersi sulla stessa lunghezza d’onda, per sincronizzare pensieri, parole, sentimenti, tra coloro che comunicano.

L’ascolto efficace permette alle persone di riconoscere i punti di vista altrui e avvicinarli nella comprensione dei reciprochi bisogni, così che perlomeno ci sia più verità nella comunicazione.

Un ascolto efficace sposta il focus dal "perché " l'altro dice, interpreta o vive una situazione al "come " la dice: avendo, e quindi mostrando, interesse e comprensione ("sei importante, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento").

In questo modo potrebbe succedere che chi parla, sentendosi ascoltato, tenterà di migliorare la comunicazione sia nella quantità che nella qualità a tutto vantaggio della ricchezza delle informazioni, del senso di sicurezza, della fiducia e dell'onestà.

 

 

Essere uguali

Nel piccolo giardino, dieci passi, puoi vedere la luce del sole cadere su due garofani rossi un ulivo e un gramo caprifoglio. Accetta chi sei. La poesia non immergerla nei platani profondi, nutrila di quella terra e di quella roccia che hai. Il resto scava sul posto per trovarlo. (Ghiorgos Seferis, Solstizio d'estate)

 

 

Da “Cammino da seduto” di Gianpaolo Sandri

“Chi è felice quando riesce a chiudere il dentifricio?

Io sì, per me è un successo.

Chi gioisce per farsi una doccia da solo senza cadere?

Io sì, per me è una vittoria.

Chi si sente gratificato nel prepararsi un pranzo da solo?

Io moltissimo.

Chi è soddisfatto se riesce a mettersi il pigiama?

Io sì, ne vado fiero.

Perché la mia disabilità è sì fatica, ma è anche lo strumento

grazie al quale ho imparato le cose più preziose di me stesso

che ho cercato di trasmettere anche agli altri.”


Lettera al figlio (R. Kipling)

Se riesci a mantenere la calma
quando tutti attorno a te la stanno perdendo;
Se sai aver fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te tenendo conto però dei loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose,
per le quali hai dato la vita distrutte
e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
e così resistere quando in te non c'è più nulla
tranne la volontà che dice loro: "Resistete!"
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale
Se non possono ferire ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la Terra e tutto ciò che vi e' in essa
e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!

 


Noi siamo venuti al mondo

Noi siamo venuti al mondo

con un grande dono:

la fantasia,

la capacità di immaginare

che ci fa guardare al mondo e dire:

“ecco com’è” oppure “ecco come dovrebbe essere,

come sarebbe giusto che fosse”.

Abbiamo ricevuto il dono

di ri-sognare il mondo,

e abbiamo il dovere

e la possibilità

di decidere almeno

come dovrebbe essere.

Perché tutti i cambiamenti

cominciano innanzitutto

nella nostra testa.

BEN OKRI - Nigeria

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 18:02
 

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