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Parrocchia della Cattedrale Venerdì 7 aprile 2006 ALBA
Celebrazione della Via Crucis: la via dell’Amore
INTRODUZIONE Ci mettiamo in piedi.
Canto iniziale Ecco l’uomo Sul libretto Nella casa del Padre il numero 511
Saluto dei giovani al Vescovo
Vescovo: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Tutti: Amen
Vescovo: Fratelli e sorelle, ci siamo radunati per rivivere nella fede i misteri della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù, nostro redentore. Lo spirito santo apra le nostre menti e i nostri cuori alla contemplazione del mistero pasquale, affinché possiamo portare frutti di conversione e di vita nuova. Per Cristo nostro Signore
Tutti: Amen
L’ULTIMA CENA Lasciamoci riconciliare con Dio!
In Cristo, Dio stesso si è incamminato verso di noi; è uscito dal tempio per riconciliarci con lui. Nell’ultima cena, Gesù ha trasformato la sua morte in parola, in preghiera. Ciò ha come conseguenza che questa morte può essere rappresentata e noi possiamo così entrare in questa preghiera, prendervi parte e lasciarci trasformare.
L’ultima cena è il sacrificio di Gesù, è il preludio della croce, per mezzo del quale egli ci avvolge del suo amore.
Mentre mangiavano, egli prese il pane e, dopo averlo benedetto, lo spezzò e lo dette loro dicendo: “Prendete questo è il mio corpo”. Poi, prese un calice, dopo aver reso grazie, lo dette loro e ne bevvero tutti. Egli disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza che è sparso per molti”. Poi, recitato l’inno, uscirono per andare al Monte degli Olivi.
Frattanto giunsero in un podere, detto Getsemani, e disse ai suoi discepoli: “Sedete qui mentre io vado a pregare”. Presi con se Pietro, Giacomo e Giovanni, cominciò a sentirsi oppresso dallo spavento e disse loro: “L’anima mia è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”.
Canto Restate qui e vegliate con me
LA VIA DOLOROSA Questa sera vogliamo vegliare con il Signore e ripercorrere con lui il cammino che lo ha condotto fino all’ultimo monte, il Calvario.
Ci mettiamo seduti
I STAZIONE GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE
Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù.
Ma essi urlavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” Ed egli, per la terza volta disse loro: “Ma che male ha fatto costui?” Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente poi lo rilascerò”.
Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. Commento
E’ apprezzabile l’agire di Pilato che tenta di salvare Gesù; sceglie di stare dalla parte giusta, ma poi desiste perché non ha la forza per sostenere fino in fondo la sua decisione.
Gesù invece, dalla fede nel Padre trae una forza ed una coerenza uniche. Egli è l’immagine umana, storica, visibile del Dio invisibile. In tutto ciò che ha detto e fatto Gesù ha sempre e totalmente manifestato Dio.
Noi, pur cercando di vivere un’esistenza da uomini cristiani, perseguendo scelte anche belle, come Pilato d’altronde, sovente però scendiamo a compromessi, scegliamo una via di comodo, difendiamo la nostra posizione senza metterci troppo in gioco.
In molti di noi la fede esiste, c’è, ma è filtrata, opaca, stanca, così non ci sconvolge più la vita, non ci crea uno spirito tutto nuovo e non ci fa essere gioia e fermento.
Bonum est confidere
II STAZIONE GESU’ E’ CARICATO DELLA CROCE
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo.
Commento
Abbiamo appeso la croce con riverenza alle pareti di casa, ma non la portiamo nel cuore. Pende dal nostro collo ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini ed incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo lontanissimi dalla sua logica.
E’ diventata un simbolo ricercato, senza ricordare che sulla croce c’è il Dio incarnato per amore profondo dell’umanità.
L’abbiamo esaltata, circondata con tutti i riguardi che merita, ma tenuta lontana dalla nostra vita.
Bonum est confidere
III STAZIONE GESU’ CADE LA PRIMA VOLTA
Oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia.
Bonum est confidere
IV STAZIONE GESU’ INCONTRA SUA MADRE
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”
Grazie Maria perché il tuo Signore non lo trattieni per te, ma ci conduci continuamente a lui.
Grazie perché il tuo grembo ha accolto il figlio di Dio, che ha il mio stesso volto, che ha toccato una terra che anche noi possiamo calpestare.
Il tuo sì, provato da tanto silenzio, è diventato sfondo di tutti gli eventi dell’umanità. Canto Ave Maria
V STAZIONE GESU’ E’ AIUTATO DA SIMONE DI CIRENE
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva alla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del Cranio.
Commento
Simone, ritornavi dai campi, dopo una faticosa giornata di lavoro. E’ dura la vita! Alzarsi all’alba e andare a lavorare la terra per portare avanti la famiglia, per sfamare i figli. Sulla via del Golgota, oggi assisti alla solita processione! Chissà quante volte hai incontrato dei condannati a morte!Oggi è il turno di tre malfattori destinati alla crocifissione. Ti avvicini per vederli meglio, forse conosci qualcuno di loro?! Decisione infame! I soldati ti prendono, sei un uomo dalle braccia forti, ti costringono a portare la croce di un uomo che vacilla, il suo nome è Gesù di Nazareth. Ne avevi sentito parlare?
Pieno di rabbia, ti sarai chiesto: “chi me l’ha fatto fare di passare di qui oggi e poi proprio ora!” Stanco come sei, devi faticare ancora. Forse, Gesù ti ha detto: “Grazie! Non è colpa mia!” Il peso della croce diventa più leggero. Che ti succede, Simone?! Gesù ti ha stupito?
Ora stai tornando a casa e probabilmente pensi ancora a quell’uomo dal corpo martoriato.
Bonum est confidere
VI STAZIONE LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU’
Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli “Indovina!”
Canto Volto dell’uomo Sul libretto Nella casa del Padre il numero 525
VII STAZIONE
GESU’ CADE LA SECONDA VOLTA
Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Bonum est confidere
VIII STAZIONE GESU’ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”
Commento
Rigettando Gesù, il popolo è rimasto assolutamente solo: solo nelle mani dei banditi e dei guerriglieri, di Barabba e dei suoi sogni, di Roma e del suo realismo militare e politico. Eliminare Gesù significa trasformarsi in un semplice momento dell'immensa ruota di questo mondo. Condannando Gesù, Gerusalemme si autocondanna.
Gesù non piange su di sé: piange sulla città che non riconosce il suo Signore. Mentre é condotto al patibolo, è dispiaciuto per il male che si fa chi lo crocifigge. E' preoccupato non per sé, ma per chi lo rifiuta.
Le sue parole rivelano il sentimento profondo che lo accompagna alla morte e spiegano il senso della sua morte, in quanto esplicitano il segno massimo della sua misericordia e l'invito definitivo a convertirsi. E' il mistero della misericordia di Dio, che offre perdono anticipato a tutti, perché tutti possano convertirsi ed essere salvi. Salendo al Calvario, Gesù spiega dunque alle donne ciò che avviene nella sua morte. Uno dei malfattori capirà.
Bonum est confidere
IX STAZIONE GESU’ CADE LA TERZA VOLTA
Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Solo contro di me ha volto e rivolto la sua mano tutto il giorno.
Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, ha rotto le mie ossa. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri.
Ci sono momenti in cui la sofferenza è grande, ci schiaccia con il suo peso. E sembra che anche Dio assista in silenzio, lontano. Ma non è così.
Nel tuo silenzio, accolgo il mistero, venuto a vivere dentro di me. Sei tu che vieni o forse è più vero che tu mi accogli in te, Gesù.
Canto Nel tuo silenzio
X STAZIONE GESU’ E’ SPOGLIATO DELLE VESTI
Lo spogliarono e gli misero addosso un manto scarlatto; quindi intrecciarono una corona di spine, gliela posero in capo e gli misero una canna nella destra; poi, piegando il ginocchio, lo schernivano dicendo : “Salve, o re dei Giudei!”.
Commento
Il Figlio di Dio viene esposto in pubblico per essere schernito e deriso.
Facciamo attenzione all’uso del grande dono della parola, dataci per pregare Dio e amare i fratelli; per comunicare, unire, riconciliare e non per scandalizzare, dividere e disgregare. Molte volte, anche nel contesto comunitario delle nostre chiese, o all’interno delle nostre famiglie, troppe parole sono spese per esprimere temerari giudizi o ingiustificati pettegolezzi. Per spezzare la dignità di chi ci è accanto.
Bonum est confidere
XI STAZIONE GESU’ E’ INCHIODATO SULLA CROCE
Giunti sul luogo detto Cranio, crocifissero Gesù ed i malfattori, uno alla sua destra ed uno alla sua sinistra. E Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Uno dei due ladroni che erano stati crocifissi, lo insultava dicendo: “Non sei tu il Cristo? Salva dunque te e noi”. Ma l’altro lo rimproverava dicendogli: Per noi è giustizia, perché riceviamo degna pena dei nostri delitti; ma lui non ha fatto niente di male”. Poi soggiunse: “Gesù ricordati di me quando sarai nel tuo Regno!”. Gesù gli rispose: “In verità ti dico: oggi sarai in Paradiso con me”.
Canto Jesus remember me
XII STAZIONE GESU’ MUORE SULLA CROCE
Dopo questo, sapendo Gesù che ormai tutto era compiuto, affinché si adempisse la Scrittura disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto. I soldati inzupparono una spugna nell’aceto, la posero in cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, esclamò: “Tutto è compiuto!”.
Poi, chinato il capo, effuse lo spirito.
Canto Del tuo Spirito
RIFLESSIONE DEL VESCOVO
TI SEGUIRO’
Questa sera, nella nostra preghiera, abbiamo percepito la tua presenza, o Signore; abbiamo sperimentato il tuo amore.
Tu non ci ordini di amare. Tu stesso ci hai amati per primo.
E se ho incontrato il tuo amore, non posso più restare indifferente. La mia vita non può essere uguale a prima.
Ti seguirò Signore e nella tua strada camminerò.
E vedrò con i tuoi occhi; e amerò il mio prossimo come tu mi hai insegnato.
Tu ci chiedi di seguirti, Signore, ma in realtà sei tu che ci accompagni lungo la via della vita.
Alcuni giovani porteranno ora la croce verso l’altare. Al passaggio della croce, anche noi tutti la seguiamo e ci disponiamo intorno all’altare per testimoniare la nostra volontà di seguire Gesù sulla via dell’Amore.
Con fede, credendoci veramente, e con gioia cantiamo Ti seguirò Canto Ti seguirò Sul libretto della comunità a pagina 49
Il vescovo ed i sacerdoti si dispongono dietro l’altare
Recita del Padre nostro
Saluto conclusivo del vescovo
Vescovo Signore Gesù, uniti dalla forza dell’amore, vogliamo essere la tua voce, le tue braccia, il
tuo cuore per far giungere ovunque la luce del tuo Vangelo e costruire un mondo nuovo.
Tu che con il Padre e lo Spirito Santo vivi e regni nei secoli dei secoli.
Tutti Amen
Benedizione
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