In cammino verso Betlemme - Natale 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da M. Cerrato   
Venerdì 16 Ottobre 2009 23:57

Riflessioni e canti proposti dal Coro giovanile La Schola prima della messa del giorno di Natale

Nella nostra vita ci sono delle date importanti, che ricordiamo, perché l’hanno cambiata.
Così nella storia: certi fatti li ricordiamo perché l’hanno cambiata molto.
La nascita di Gesù è uno di questi. Questo nessuno lo può negare.
Piaccia o non piaccia, dopo Gesù la storia non è più quella di prima.
In questo momento, con alcuni canti e riflessioni, vogliamo contemplare il mistero del Natale.

Maria guarda Gesù e pensa:

“Questo Dio è mio figlio.
E’ Dio e mi assomiglia”.
Un Dio bambino
che si può prendere fra le braccia
e coprire di baci,
un Dio caldo
che sorride e respira,
un Dio che si può toccare e che ride.
E’ in uno di questi momenti
che dipingerei Maria
se fossi pittore.

Ave Maria

Andiamo fino a Betlemme Il viaggio è lungo, lo so, molto più lungo di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali bastò abbassarsi sulle orecchie avvampate dalla brace il copricapo di lana e scendere giù per le gole di Giudea.

Andiamo fino a Betlemme Il viaggio è faticoso, lo so. Molto più faticoso di quanto sia stato per i pastori. I quali, in fondo, non dovettero lasciare altro che le ceneri del bivacco e le pecore ruminanti tra i dirupi dei monti. Noi invece dobbiamo abbandonare i recinti di cento sicurezze ed i calcoli smaliziati della nostra sufficienza.

Andiamo fino a Betlemme come i pastori. L’importante è muoversi. Per Gesù Cristo vale la pena! E se, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato percorso. Perché, da quella notte, le fasce della debolezza e la mangiatoia della povertà sono divenuti i simboli nuovi della gloria di Dio.

While shephards

In che cosa il Natale ci tocca oggi come cristiani?

Ci porta gioia. Non una gioia superficiale e materiale, ma la gioia dello spirito: Dio ha amato tanto il mondo da mandare a noi il suo Figlio, perché chiunque creda in lui non perisca.

Ci porta speranza: se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? La morte non ci farà più paura.

Ci porta l’invito a vivere cristianamente: Gesù, uomo come noi, è diventato il dono che Dio ci ha fatto, per farci capire come vuole che ci comportiamo.

Ci porta l’impegno dell’amore fraterno: se tutti siamo figli di Dio, tutti siamo fratelli e dobbiamo amarci come ci ha amati Gesù.

God rest you Marry

Heilig

Persero la stella un giorno….
Due re importanti tracciarono al suolo
Due cerchi, col bastone.
Si misero a calcolare,
si grattarono il mento,
ma la stella era svanita…
E quegli uomini, la cui anima
aveva sete di essere guidata,
piansero nel silenzio della sera.
Un terzo re, lasciato in disparte, disse tra sé:
“Pensiamo anche alla sete
che non è la nostra. Bisogna
dar da bere, lo stesso, agli animali”:
E mentre sosteneva il secchio,
nello specchio di cielo
in cui bevevano i cammelli
egli vide la stella d’oro
che danzava in silenzio.

The first Noel

Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella.

Il nostro salvatore oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore è venuto per la liberazione di tutti.

Il est né le divin enfant

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Ottobre 2009 09:58
 

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