Dall'aurora io certo te... Testi del concerto spirituale PDF Stampa E-mail
Scritto da R. Binello   
Mercoledì 07 Aprile 2010 18:05

 

DIOCESI DI ALBA


Seminario Vescovile Servizio di Pastorale


Giovanile e Vocazionale



Dall’aurora io cerco te

 

 


Concerto Spirituale in Seminario


s

abato 23 gennaio ore 21.00



Canti eseguiti dal Coro


LA SCHOLA


della parrocchia della Cattedrale di san Lorenzo


Presentazione del concerto sul senso della ricerca vocazionale

 

 

1. LA RICERCA


1a Lettura Preghiera al Grande Spirito di Yellow Lark, capo Sioux

O Grande Spirito, la cui voce sento nei venti,

ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami:

vengo davanti a te, uno dei tuoi tanti figli.

Sono piccolo e debole.

Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.

Lasciami camminare tra le cose belle

e fa che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.

Fa’ che le mie mani rispettino ciò che tu hai creato,

e le mie orecchie siano acute nell’udire la tua voce.

Fammi saggio, così che io conosca le cose

che tu hai insegnato al mio popolo,

le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.

Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli,

ma per essere abile a combattere

il mio più grande nemico: me stesso.

Fa’ che io sia sempre pronto a venire a te,

con mani pulite ed occhi dritti,

così che quando la vita svanisce come luce al tramonto

il mio respiro possa venire a te senza vergogna.


2a Lettura Dal libro Le Confessioni di Sant’Agostino (X, 27, 38)

Tardi Ti amai,
o bellezza tanto antica e così nuova,
tardi io Ti amai.
Ed ecco che Tu eri dentro ed io fuori e lì
Ti cercavo, gettandomi, brutto,
su queste cose belle fatte da Te.
Tu eri con me,
ma io non ero con Te:
mi tenevano lontano le creature,
che, se non fossero in Te, non sarebbero.
Tu mi hai chiamato,
hai gridato, hai vinta la mia sordità.
Tu hai balenato, hai sfolgorato,
hai dissipata la mia cecità.
Tu hai sparso il tuo profumo,
io l'ho respirato e ora anelo a Te.
Ti ho gustato e ora ho fame e sete.
Mi hai toccato e ardo dal desiderio della tua pace.


Canto: Costellazioni


1a Lettura Dal libro del profeta Isaia (Is 55,1-3.6-13)

1O voi tutti assetati venite all'acqua,
chi non ha denaro venga ugualmente;
comprate e mangiate senza denaro
e, senza spesa, vino e latte.
2Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro patrimonio per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
3Porgete l'orecchio e venite a me,
ascoltate e voi vivrete.
Io stabilirò per voi un'alleanza eterna..
6Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
7Il peccatore abbandoni la sua via
e l'uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
8Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie – dice il Signore.
9Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
10Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare,
11così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.
12Voi dunque partirete con gioia,
sarete condotti in pace.
I monti e i colli davanti a voi
eromperanno in grida di gioia
e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.
13Invece di spine cresceranno cipressi,
invece di ortiche cresceranno mirti;
ciò sarà a gloria del Signore,
un segno eterno che non scomparirà.


Canto: Dall’aurora



2. LA CHIAMATA

1a Lettura Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


2a Lettura (Commento)

«…l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea…» Questo brano è il racconto della vocazione, della chiamata di Maria. Nella Bibbia, quando si parla di chiamata si parla innanzitutto di una ricerca di Dio. È lui che parte per primo alla ricerca dell’uomo, per offrirsi come amico. «Adamo dove sei?» (Gn 3,9) leggiamo all’inizio della Bibbia. Adamo si sottrae alla chiamata per paura e vergogna, si sente indegno. L’Antico Testamento ci presenta un Dio “inquieto”, alla ricerca dell’uomo, di una dimora. Dio ricerca disponibilità (e non perfezione!). Lui è più preoccupato della nostra felicità che della nostra fedeltà! Maria diventa l’immagine di questa disponibilità, di questa “dimora” tanto sospirata!

«Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»…» L’«eccomi» è orientamento del cuore, della vita, è scelta, opzione fondamentale. Opzione che va intesa in senso dinamico, non basta compierla una volta sola… è una tensione viva verso il bene, l’amore! Questa opzione che si rinnova nella preghiera, è come una fiamma viva che da vigore e forma a tutte le scelte della vita. È qui che scopriamo che la fede, l’affidarsi a Gesù, come successe a Maria, ha un’incidenza sul nostro corpo… L’«eccomi» di Maria provoca un mutamento nel suo corpo, riplasmato dalla creatura che porta dentro, da Gesù. La fede, la vocazione cristiana è tale se diventa, se si fa corpo, se si fa vita vissuta! L’espressione «credente» non è un’astratta formula di appartenenza, ma trova il suo senso e la sua legittimità quando si accompagna ad atti, gesti, decisioni che hanno inciso la presenza di Dio nell’esistenza di una persona!

Canto: Ave Maria


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1a Lettura Dal Vangelo secondo Marco (Mc 14,22-25)

22Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. 24Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti.

 

2° Lettura (Traduzione)

Ave, o vero corpo,

nato da Maria Vergine,

che veramente patì e fu immolato

sulla croce per l'uomo,

dal cui fianco squarciato

sgorgarono acqua e sangue:

fa' che noi possiamo gustarti

nella prova suprema della morte.

O Gesù dolce, o Gesù pio,

o Gesù figlio di Maria.

Pietà di me. Amen.


Canto: Ave Verum


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1a Lettura Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16)

13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.


2a Lettura (Commento)


Canto: Vieni e seguimi

 

 

3. LA CRISI

 

1a Lettura Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,11,19)

Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.


2a Lettura (Commento) da Esercizi di cristianesimo di mons. Franco Giulio Brambilla

La prima figura del peccato: fuggire dalla dipendenza per credersi liberi. Il padre divide tra i due figli le sue sostanze. L’azione del figlio giovane parte da una interpretazione del dono della vita del padre come (sua) pretesa. Ciò che egli riceve in dono è un suo diritto. Il peccato si manifesta così come allontanamento da Dio, dalla relazione paterna, da una dipendenza che non si percepisce più come dono. Sogno di una libertà che pensa di far perno su di sé, che non ha pazienza di accettare il dono di se stessa.

La fuga della libertà diventa contraffazione della vera libertà, alimentata sul sospetto che Dio sia l’antagonista dell’uomo, che agisca contro di lui e gli rubi lo spazio e la vita.

La libertà precipita dunque nell’abisso, nella relazione di servitù, nella comunanza con i porci.

 

 

Canto: Kyrie Eleison


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1a Lettura Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,11,19)

Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del

 

 

Canto: La tomba vuota

 


4. LA MISSIONE


Lettura da Un tesoro in vasi di coccio di Bruno Maggioni

La missione del cristiano deve manifestare i tratti inconfondibili del vangelo, in primis la trasparenza. Il cristiano annuncia Gesù Cristo, non se stesso, lascia trasparire la carità di Dio, non solo la propria. La Chiesa non deve avere altra ambizione che quella di restare all’ombra del proprio Signore: in ogni circostanza deve rimanere ferma e ben visibile la differenza tra lei ed il Signore. E’ inutile spendere tante parole – tanto è ovvio – per ricordare che l’impegno per la liberazione dell’uomo, di ogni uomo e di tutto l’uomo, è dentro la missione stessa. Gesù ha parlato di Dio ed ha sanato i corpi. Il cristiano si impegna per l’uomo non per imporsi all’attenzione del mondo, né per convertire, ma semplicemente perché ogni uomo è amato da Dio.

Il vero missionario va dritto al fondamento resistendo alla tentazione di parlare di pace o di giustizia senza porre il fondamento. E il fondamento è una nuova visione dell’uomo e del mondo. Gesù ha detto:”Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia ed il resto vi sarà dato in aggiunta”. Lasciamoci dunque trasformare dalla gloria del Signore, per diventare veri missionari nella nostra vita.

 

Canto: Trisaghion

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Lettura Preghiera del Beato John Henry Newman

 

Gesù, aiutami a diffondere ovunque il tuo profumo, ovunque io passi.

Inonda la mia anima del tuo Spirito e della tua vita.

Invadimi completamente e fatti maestro di tutto il mio essere

perché la mia vita sia un’emanazione della tua.

Illumina servendoti di me

e prendi possesso di me a tal punto

che ogni persona che accosto

possa sentire la tua presenza in me.

Guardandomi, non sia io a essere visto, ma tu in me.

Stai con me! Rimani in me!

Allora risplenderò del tuo splendore

e potrò fare da luce per gli altri.

Ma questa luce avrà la sua sorgente unicamente in te, Gesù,

e non ne verrà da me neppure il più piccolo raggio:

sarai tu a illuminare gli altri servendoti di me.

Suggeriscimi la lode che più ti è gradita,

che illumini gli altri attorno a me:

io non predichi a parole ma con l’esempio,

attraverso lo slancio delle mie azioni,

con lo sfolgorare visibile dell’amore

che il mio cuore riceve da te.

Amen.

 

 

Canto: Resta accanto a me


CONCLUSIONE

1a Lettura Dal libro degli Atti (At 17,24-28)

24Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo 25né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. 26Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, 27perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. 28In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo

 

2a Lettura Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi

Altissimo, Onnipotente Buon Signore,

tue sono la lode, la gloria, l'onore ed ogni benedizione.
A te solo Altissimo, si addicono

e nessun uomo è degno di menzionarti.
Lodato sii mio Signore,

insieme a tutte le creature

specialmente fratello sole,

il quale è la luce del giorno,

e tu tramite esso ci illumini.
Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore:

simboleggia Altissimo la tua importanza.
Lodato sii o mio Signore,

per sorella luna e le stelle:

in cielo le hai formate,

chiare preziose e belle.
Lodato sii, mio Signore,

per fratello vento,

e per l'aria e per il cielo;

quello nuvoloso e quello sereno, ogni tempo
tramite il quale alle creature dai sostentamento.
Lodato sii mio Signore,

per sorella acqua,

la quale è molto utile e umile,

preziosa e pura.
Lodato sii mio Signore,

per fratello fuoco,

attraverso il quale illumini la notte.

È bello, giocondo, robusto e forte.
Lodato sii mio Signore,

per nostra sorella madre terra,

la quale ci dà nutrimento e ci mantiene:

produce diversi frutti variopinti, con fiori ed erba.
Lodato sii mio Signore,

per quelli che perdonano

in nome del tuo amore,

e sopportano malattie e sofferenze.
Beati quelli che sopporteranno ciò serenamente,

perché saranno premiati.
Lodato sii mio Signore

per la nostra morte corporale,

dalla quale nessun essere umano può scappare,
guai a quelli che morranno

mentre sono in situazione di peccato mortale.
Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà.
La seconda morte, non farà loro alcun male.
Lodate e benedite il mio Signore,

ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.

 

Canto: Voi siete di Dio

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Aprile 2010 18:11
 

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