A betlemme con i magi PDF Stampa E-mail
Scritto da M. Cerrato   
Venerdì 16 Ottobre 2009 23:33

Anno Pastorale 07/08

6 gennaio 2008
Epifania del Signore
A Betlemme con i Magi

Riflessioni e canti proposti dal Coro giovanile La Schola
prima della messa del giorno dell’Epifania

Popoli tutti

 

Noi veniamo a te da lontane valli
ora che hai disperso la notte per noi.
E siamo qui su verdi colli:
la stella tua ci guida a te.
Dov’è mai il lungo inverno?
E dov’è mai l’oscurità?
La luce tua accende il giorno:
Tu sei la luce nella via per noi.
Ora è la tua via che ci sta davanti
e già la tua casa è aperta per noi.
Là dove sei in mezzo ai santi,
l’amore tuo ci accoglierà.
Siamo ormai alle tue porte
Un passo e poi ci abbraccerai.
While shepherds

La venuta dei Magi dall’Oriente segna l’inizio dell’unità della grande famiglia umana, che sarà realizzata perfettamente quando la fede in Gesù Cristo farà cadere le barriere esistenti fra gli uomini, e nell’unità della fede tutti si sentiranno figli di Dio, ugualmente redenti e fratelli tra loro

Anche nella comunità di Matteo, è l’universalismo che rivela tutta la vivacità e lo slancio missionario di una comunità cristiana dei primi anni dopo Cristo. Il vangelo di Matteo, infatti, inizia e si conclude con due pagine di grande respiro missionario. L’apertura è affidata alla visita dei magi a Gesù; la chiusura all’invio dei discepoli nel mondo. Ma si direbbe che la seconda pagina rovesci lo schema della prima: nell’episodio dei magi sono le genti che arrivano a Gesù, nella scena conclusiva sono i discepoli inviati alle genti.

The first Noel

Lodate il Signore popoli tutti,
voi tutte nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Jubilate Deo

Scrive san Giovanni: “Nessuno ha mai visto Dio: se ci amiamo reciprocamente, Dio rimane in noi”. La manifestazione diretta di Dio non è data a nessuno, né ieri né oggi. L’unico spazio in cui fare esperienza di Dio è l’amore reciproco, la comunione tra noi. L’amore reciproco non è la visione, tuttavia è un’autentica ed obbiettiva esperienza di Dio.

Forte è il legame tra l’amore fraterno e la conoscenza di Dio. Dio è amore ed è unicamente nella serietà e nella concretezza della fraternità che si fa esperienza di Lui. E’ una regola che non ammette eccezioni: “Chi non ama non ha conosciuto Dio”

Heilig

Ho visto Signore il mare cupo e furioso avventarsi contro le rocce.
Le onde, da lontano, prendevano lo slancio,
ritte, orgogliose, scattavano, si urtavano l’un l’altra,
per superarsi e colpire per prime.
Ho visto, l’altro giorno, il mare calmo e sereno.
Le onde venivano da molto lontano, ventre a terra per non attirare l’attenzione.
Dandosi saggiamente la mano, scivolavano senza rumore,
per raggiungere la riva con l’estremità delle loro belle dita di spuma.
Il sole le accarezzava dolcemente e, generose, rinviando i suoi raggi, ne distribuivano la luminosità
Signore fa che con calma riempia le mie giornate, come il mare lentamente copre la spiaggia.
Concedimi di attendere i fratelli e di misurare il mio passo sul loro.
Dà al mio volto la chiarezza delle acque limpide, alla mia anima il candore della spuma.
Ma soprattutto, o Signore, fa che non conservi per me questa luce e che tutti quelli che mi avvicinano tornino a casa avidi di bagnarsi nella tua grazia eterna.

I cieli narrano

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Ottobre 2009 16:35
 

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